Tempo di lettura: 3 minuti

L’evoluzione culturale, che ha sostituito nella specie Homo Sapiens quella naturale, sta per compier un ulteriore Quantum Leap attraverso un nuovo selettore, la tecnologia? Una umanità aumentata tecnologicamente a cui spettano magnifiche sorti e progressive (forse).

E’ stato un Tavolo Tematico (il 5° in 10 mesi) con tante intelligenze e sensibilità diverse, in modo da percepire l’emergere contemporaneo di conoscenze tecnologiche e sensibilità umane. Visuali diverse dunque, antropologiche, sociologiche e filosofiche, oltre che tecnologiche, per comprendere come e quanto la natura umana, in carne, ossa e spiritualità, dopo millenni, stia ora cambiando velocemente identità. Questo tema diventerà a breve un ebook coordinato da Fabrizio Bellavista, Stefano Lazzari e Stefania Operto.


All’incontro “Corpi, ultracorpi, robot” in chiusura del Festival della Crescita, il #DigitalGuys Stefano Lazzari inizia con: “Essere molteplici, ‘fuori di noi’, non è più patrimonio di santi o pazzi, è la normale condizione della modernità digitale”; poi il flusso si è fatto subito impetuoso con l’intervento di Stefania Operto il cui lavoro è proprio incentrato sull’identità digitale e sul come l’individuo, la società, il lavoro ne siano profondamente coinvolti in un mutamento senza precedenti: ha parlato di corpi aumentati da Sterlac, artista, ad Harbisson, uomo cyborg, e poi di identità multiple – dai profili nei social, alle chat, sino agli avatar nei mondi di seconda vita; Giuseppe Langella, uno dei deici italianisti più importanti, ha tessuto i fili che tengono unite le faccende umane con una digressione sul tema, citando le origini futuriste in cui la realtà aumentata, ante litteram, era definita ‘moltiplicata’, per poi giungere agli scrittori apocalittici degli anni ’70 e rilevando come quello che è sotto i nostri occhi sia una trasformazione antropologica irreversibile in cui, per esempio, gli oggetti sono diventati, all’interno di similitudini rovesciate, il vero punto di riferimento al posto della natura; Claudio Tancini, fa un passo indietro nei confronti delle frontiere estreme dell’innovazione, ridando così voce a quegli umani (in carne ed ossa) che sono rimasti esclusi dall’onda innovativa dei nostri tempi; Francesco Gallucci e Caterina Garofalo ci hanno portato a passeggiare tra i nostri neuroni per parlare di intracorpi, trascendenza, libertà cognitiva, neuroeconomia al fine di costruire un “uomo sapiens sapiens” che non sia messo alle strette da un proprio impoverimento cognitivo, come dire: “Ritorno alla mente “…

Ecco gli ultimi quattro interventi: William Nonnis, con il sottolineare la necessità di vivere l’innovazione per prima cosa come un processo culturale, ha sottolineato come queste nostre prospettive, angolazioni e riflessioni nuove in uno stimolante e sorprendente tavolo di lavoro con al centro molteplici aspetti del sapere umano. E’ stato ‘un volo senza cinture di sicurezza’, invece, l’intervento di Tiziana Cera Rosco che, partendo da una sua sofferenza interiore, è andata a tessere un mosaico di artista sciamanico con il compito impossibile di collegare terra e cieli, tra apocalismi e calchi di gesso per asciugare la febbre esistenziale che ci percuote; in chiusura Leonardo Federighi e Tommaso Correale Santacroce hanno ridato slancio ad una visione ottimistica in cui la tecnologia non può che aiutare lo sviluppo umano e non il contrario… insomma nessun Golem pronto a schiacciarci (Tommaso è partito dalla propria esperienza di teatrante sperimentale sui trampoli per definirli estensioni tecnologiche del corpo).


In chiusura una serie di riflessioni che dobbiamo porci e che presto diventeranno di attualità: quale sarà la politica interna alle aziende nei casi di innamoramento tra colleghi umani e colleghi robot? Chi va in pensione e quando? I dipendenti aumentati potranno partecipare alle gare interne sulle performance di vendita insieme ai colleghi umani? Riguardo l’assicurazione malattie: una persona aumentata in che regime sarà classificato? Resta la domanda insoluta: stiamo già vivendo la fine della specie umana e dunque di tutte le organizzazioni antropocentriche della nostra storia? Allo stesso modo dobbiamo essere coscineti di quante nuove professionalità serviranno per fare fronte ai cambiamenti sopra citati… siamo pronti?

Interventi
  • Fabrizio Bellavista, digital & social transformation consultant, partner Emotional Marketing Lab;
  • Stefano Lazzari Digital Content Manager, Co-fondatore DigitalGuys;
  • Stefania Operto,sociologa e ricercatrice;
  • William Nonnis, Full Stack & Blockchain Developer presso Ministero della Difesa;
  • Giuseppe Langella, italianista Università Cattolica Milano, critico letterario, poeta;
  • Leonardo Federighi, Innovation expert & Cloud Service Director at Wiit;
  • Francesco Gallucci, vice-presidente Associazione Italiana Neuromarketing AINEM
  • Caterina Garofalo, presidente Associazione Italiana Neuromarketing AINEM;
  • Tiziana Cera Rosco, poetessa e body performer;
  • Tommaso Correale Santacroce, Digital Content Manager & Video artist, Fondazione Bassetti;
  • Claudio Tancini, founder “Informatica Solidale Onlus”.

Per approfondire vi rimandiamo a questi link, su questo stesso sito:
Corpi, ultracorpi, robot
L’evoluzione degli ultracorpi
Questi due sono dal blog liquidomercato:
Chiara Bordi e i corpi aumentati“.
Umanità Aumentata e l’Ultra Soma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.