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Forte desiderio di cambiare una realtà degenerata avvicinandoci ad una vera e propria Digital Ethical Revolution

 La tecnologia muove grandi opportunità ma solleva contemporaneamente interrogativi complessi sull’impatto nei riguardi del lavoro, della privacy, della sicurezza, dell’inclusione e dell’equità. Tanti dubbi ma anche tanta voglia di intervenire per cambiare una situazione nel suo complesso degenerata: ecco l’atmosfera che si respirava tra i partecipanti al Tavolo tematico dell’Etica Digitale “Una società software dominante”, uno dei due dell’incontro tenutosi il 4 dicembre 2018 presso la sede di sede di Qwant Italia. Ecco gli incipit emersi in un visione di “bit sostenibile”: l’uomo non deve diventare merce attraverso l’uso di dati con i quali i Big Five sono in grado di intervenire su più piani, sino a far divenire “manipolazione” quella che avrebbe dovuto essere invece una visione in cui, pur sempre in una dinamica di business, si trattava su una base di partneriato con il proprio utente. Questi in sintesi i contenuti del tavolo “Una società software dominante”, in cui ci si è focalizzati sul tracciamento selvaggio, sul turbo-capitalismo e sul presunto trusting esercitato nel mondo digitale.

Tutta la spinta evolutiva si basava su valori sicuri, quelli che hanno permesso agli inizi il decollo di questo grande miracolo tecnologico: attenzione alla persona, riscoperta dei valori personali, massimo rispetto per l’area personale uniti da un grande e unico driver: condividere. Ecco che allora emergono sofferenze e distorsioni per le quali, dal pensiero comune di questo tavolo, è emersa la parola chiave “maturare consapevolezza personale”, certamente aiutata da un sistema attento al momento formativo, eventistico ed editoriale. A molti è parso necessario anche l’approntamento di regole a cui attenersi, regole che, per la natura stessa della rete, liquida e in divenire continuo, devono espletarsi in modalità elastica ma non per questo meno severa. Tra le molte proposte emerse: una carta digitale con la quale approvare la condivisione di dati da parte delle aziende; abbracciare la blockchain come tecnologia garante di monitoraggio diretto da parte dei singoli; affidarsi ad organismi di auto-disciplina piuttosto che ad interventi dall’alto. Sono stati citati più volte gli interventi anti trusting ad opera dell’Unione Europea verso i colossi digitali che, seppur in ritardo, sono stati gli unici segnali organici nel mondo.

Questi invece i contenuti del secondo Tavolo Tematico “Contenuti della rete: vero, verosimile, falso“.
Risolvere la problematica attraverso la semplicistica divisione vero/falso potrebbe non essere sufficiente in una società che vede aumentare esponenzialmente la propria complessità e la partecipazione ed interazione di milioni di persone. Si è perciò parlato dei seguenti argomenti: la costruzione dell’opinione e la sua manipolazione; la creazione di consenso o di riprovazione sociale, spesso accompagnata da una totale mancanza di capacità di confronto; gli interessi economici degli editori e il ruolo del giornalista nei media convenzionali e in rete. Questi temi sono stati al centro della discussione che ha affrontato le problematiche di chi produce informazione e di chi la consuma, in una realtà in velocissimo cambiamento che vede sempre meno differenza fra il producer e il consumer. In  discussione i seguenti principi fondamentali: la difesa del diritto d’espressione e la necessità del controllo, la libertà d’opinione e la competenza; tutto questo deve per forza trovare un equilibrio con una  policy di regole condivise che ci permettano di creare una nuova cultura della comunicazione capace di confrontarsi da una parte con le prossime tecnologie della AI applicate ai media, dall’altra con il difficile compito di ricostruire un pubblico di lettori capace di distinguere, richiedere ed apprezzare la comunicazione di qualità.

Ora ci prepariamo per il prossimo incontro che sarà nell’ambito della digital week presso il Talent Garden di Via Calabiana a Milano il 14 marzo, dove vogliamo parlare di Blockchain.


Tavolo Tematico “UNA SOCIETÀ SOFTWARE DOMINANTE”
Fabiano Lazzarini, Qwant Italia; Fabrizio Bellavista e Antonio Cirella, Digital Guys; Luisa Cozzi, co-founder Lavoro da Favola; Massimo Giordani, Blockchain Council; Simone Tornaghi, Wiko; David Casalini, StartUpItalia; Tommaso Correale Santacroce, Fondazione Bassetti; Ivano Labruna, Salusbank; Emil Abirascid, giornalista Startup Business; Alessandro Donadio, Key2People.

Tavolo Tematico “CONTENUTI DELLA RETE: VERO, VEROSIMILE, FALSO”
Alessandro Cederle, L’Eco della Stampa; Stefano Lazzari, Digital Guys, Simona Labianca, Shin; Monica Viani, giornalista & blogger FameliciCulture; Roberto D’Apolito, ANSA;
Lorenzo Guerra, Start Up Italentfood; Antonio Affinita, Moige; Giovanni Blasi, Studente

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