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L’espansione del mercato dei Wearable è già in atto, entro il 2020 si prevede una quadruplicazione delle dimensioni del mercato, sia come numero di dispositivi che come volume d’affari.


Cosa ci rende unici? Cosa ci rappresenta? La nostra intelligenza, la nostra cultura, il nostro corpo? Tutto questo convive nella nostra coscienza in modo così inestricabile da riconoscerci in una entità, l ‘ io, il me stesso, che ci circonda come un confine, rendendoci unici e diversi. Ma la postmodernità ci sfida anche su questo piano, infrangendo il confine che ci contraddistingue, la nostra personalità, creando una forma nuova e più complessa di identità. E’ la personomia, l’insieme tutte le manifestazione del me digitale che non è più racchiuso nel confine ormai ristretto della nostra identità corporea: i nostri dati (personali, fiscali, biometrici), le nostre preferenze (intese come le personalizzazioni degli innumerevoli software che ci appartengono e ci circondano) i nostri commenti i like e i tag nei social, le nostre mail, le nostre carte di credito, i nostri dispositivi ( cellulari, portatili, tablet, assistenti vocali, smartwatch… le mille e più rappresentazioni di noi stessi.

Se vi sembra un esercizio di stile o di filosofia spicciola, seguitemi nella lettura dell’intervista che Antonio, il Guys più pratico e concreto del nostro drappello, ha realizzato per Hypes, raccontandoci del lavoro di Ivano Labruna, CEO di SalusBank System, un gestore di dati medici digitali online compilati e aggiornati direttamente dagli utenti e, in caso di necessità, accessibili al personale medico.
Scoprirete che la personomia non è una deformazione spazio temporale di un Geek, ma parte concreta e integrante del nostro panorama quotidiano. Enjoy.

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