I digital guys da Office Observer

il 2021 tutti lo vogliamo, deve diventare l’anno del ritrovato vigore dopo il lungo inverno del Covid. Ognuno lo fa a modo suo e noi Digital Guys abbiamo deciso di riprendere la corsa verso il futuro partendo dalla immaterialità concreta della virtualità, dalle “tecnologie dell’identità” avatar, live chat, call meeting, diventate la naturale evoluzione delle tecnologie sociali, che stanno rielaborando lo spazio e le relazioni fra persone, macchine e luoghi del lavoro.

Questa rielaborazione l’abbiamo definita Inlife. Non è solo una terminologia ma la riscopriamo come filosofia prima e metodologia poi, che racconta il nostro approccio e ci permette di capire che non si deve fare più distinzione tra quelli che sono i canali di comunicazione e le attività che ne conseguono, perché qualsiasi essi siano, l’unica vera piattaforma in cui si incrociano obiettivi, strumenti, esperienze ed attività è quella della vita.

E Inlife, Ultracorpi per Ultrauffici sarà anche il nome della rubrica che cureremo nel Blog Office Observer che prevede la pubblicazione di un articolo ogni 15 giorni. Il martedì della settimana successiva verrà fatta una diretta streaming di approfondimento, in cui discutere su quanto si è pubblicato il martedì precedente

Iniziando questo appuntamento periodico sul futuro digitale del luogo del lavoro, quell’ufficio, cioè, che ha già vissuto una vera e propria rivoluzione copernicana con l’avvento della Rete, ci siamo posti il problema di trovare le parole giuste per descrivere gli scenari futuri, ma neppure tanto, che vedono un ulteriore salto evolutivo in un’ottica di digital transformation e di human revolution.

Questo salto evolutivo è scontato, passa dalla tecnologia che ci accompagna ormai in ogni gesto ed ogni aspetto della nostra vita quotidiana e lavorativa. Il coinvolgimento di ogni nostra attività dipende in larga parte da un dispositivo tecnologico, gli passa attraverso, dipende da lui, dalla sua presenza o meno il risultato di un lavoro, di una comunicazione, di una transazione. Noi siamo i nostri dispositivi, che sono entrati a buon diritto nel novero come parti della nostra identità, contengono non solo il nostro lavoro, ma anche gli affetti. Sono moderne estensioni del nostro corpo, piattaforma implementabile e vestibile con tecnologie indossabili sempre più intime.

E possiamo dire a ragione che oggi anche l’ufficio è una piattaforma, un insieme di moduli che processano le attività del lavoro grazie alla Rete non più necessariamente nello stesso luogo anche se, paradossalmente in apparenza, nello stesso tempo.

L’ufficio come entità spaziale, come luogo, non è più tale, ha decentralizzato servizi e funzioni, si è alleggerito, si è, per usare un termine oggi cool, disintermediato dal “centro direzionale” spostandosi di volta in volta dal centro fisico alla periferia diffusa e digitale della Rete. Un nuovo spazio virtualmente enorme, senza limiti, e contemporaneamente intangibile e miniaturizzato in un chip.

Persone, uffici, corpi, piattaforme, virtualità, disintermediazione. Provando a immaginarci il futuro, abbiamo compreso che non è parlare di “cosa” cambieranno le tecnologie, ma di “come” queste ci coinvolgeranno, noi, i nostri corpi, i nostri uffici.

Ecco dunque il senso del nostro titolo: “Ultrauffici x Ultracorpi”: sintetizza il nostro pensiero sul percorso evolutivo che coinvolgeranno corpi ed organizzazioni da oggi in avanti.

Dunque l’ultraufficio farà diventare a breve obsoleto l’ufficio come punto di riferimento identitario (almeno come lo abbiamo inteso sino ad oggi). Ecco arrivare il remote receptionism, lo smart working, doors with sensors, smart locker e virtual room che si connetteranno, con corpi e ultracorpi (corpi umani con protesi, sensori e/o con interfaccia neuroni-elettronica), avatar e, infine, con diverse specie di bot e robot. Avremo uffici on demand e spazi liquidi in funzione di un nuovo concetto di vicinanza e dell’uso di diverse tecnologie.

Gli appuntamenti di InLife

Ultrauffici x Ultracorpi

Iniziamo a parlare di mondi virtuali. Perchè siamo qui?